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Nato a Palermo da una famiglia borghese, all'inizio degli anni settanta ha cominciato a recitare, dedicandosi al cabaret e al teatro dialettale in lingua siciliana. A metà degli anni settanta ha ottenuto un buon successo di pubblico: particolare scalpore ha fatto lo spettacolo da lui interpretato, La coltellata. Dalla protagonista Aurora Quattrocchi, una volta divenuta sua moglie, ha avuto la figlia Gelsomina. Proprio a teatro Burruano ha scoperto e portato alla ribalta Tony Sperandeo e Giovanni Alamia, un duo di attori-musicisti del quartiere popolare Boscogrande. La sua carriera teatrale lo ha portato sui palcoscenici di teatri stabili di Catania, Roma, Trieste e Prato.
È lo zio dell'attore Luigi Lo Cascio, con cui ha girato il film I cento passi (2000) di Marco Tullio Giordana, in cui i due interpretano rispettivamente Luigi Impastato e il figlio Peppino, ruolo per il quale Lo Cascio fu segnalato a Giordana proprio da Burruano:[1] tale interpretazione gli ha valso l'anno successivo la candidatura al Nastro d'argento. Sempre nello stesso anno lo si vede tra i protagonisti della miniserie L'attentatuni - Il grande attentato, dove interpreta il ruolo di Leoluca Barone (ispirato al personaggio del noto boss mafioso Leoluca Bagarella).
Burruano è morto nel sonno il 10 settembre 2017 nella sua casa nel quartiere Uditore di Palermo: aveva 68 anni ed era malato da tempo.[2]
Vicende giudiziarie
Il 4 settembre del 2006 Burruano è stato arrestato con l'accusa di "tentato omicidio". Dopo aver accoltellato l'ex genero Fabio Guida, colpevole secondo Burruano di esasperare la moglie e di non pagare gli alimenti ai tre figli, è stato arrestato dalle forze dell'ordine mentre beveva una birra al bar,[3] ottenendo undici giorni dopo gli arresti domiciliari. Successivamente l'attore ha patteggiato una pena di sedici mesi, ma la vicenda ha comunque avuto l'effetto di facilitare la riconciliazione familiare tra Guida e la moglie Gelsomina Burruano.[4]
Filmografia
Luigi Maria Burruano (al centro) ne I cento passi (2000)