Nel vasto universo di argomenti che affronta la società attuale, Arcidiocesi di Lucca si è distinto come un argomento di assoluta attualità. Che sia per il suo impatto sulla vita quotidiana delle persone, per la sua influenza sul posto di lavoro o per il suo significato storico, Arcidiocesi di Lucca ha catturato l'attenzione di un vasto pubblico di diverse età e professioni. In questo articolo esploreremo le varie sfaccettature di Arcidiocesi di Lucca, dalle sue origini fino alla sua evoluzione oggi, con l'obiettivo di fornire una prospettiva globale su questo argomento tanto dibattuto.
Arcidiocesi di Lucca Archidioecesis Lucensis Chiesa latina | |||
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Regione ecclesiastica | Toscana | ||
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Arcivescovo | Paolo Giulietti | ||
Vicario generale | Michelangelo Giannotti | ||
Provicario generale | Leonardo Della Nina | ||
Arcivescovi emeriti | Benvenuto Italo Castellani | ||
Presbiteri | 193, di cui 178 secolari e 15 regolari 1.613 battezzati per presbitero | ||
Religiosi | 29 uomini, 218 donne | ||
Diaconi | 21 permanenti | ||
Abitanti | 318.390 | ||
Battezzati | 311.455 (97,8% del totale) | ||
Stato | Italia | ||
Superficie | 1.520 km² | ||
Parrocchie | 362 | ||
Erezione | I secolo | ||
Rito | romano | ||
Cattedrale | San Martino | ||
Santi patroni | San Paolino, San Frediano | ||
Indirizzo | Via Arcivescovato 45, 55100 Lucca, Italia | ||
Sito web | www.diocesilucca.it | ||
Dati dall'Annuario pontificio 2022 (ch · gc) | |||
Chiesa cattolica in Italia | |||
L'arcidiocesi di Lucca (in latino Archidioecesis Lucensis) è una sede della Chiesa cattolica in Italia immediatamente soggetta alla Santa Sede appartenente alla regione ecclesiastica Toscana. Nel 2021 contava 311.455 battezzati su 318.390 abitanti. È retta dall'arcivescovo Paolo Giulietti.
L'arcidiocesi comprende la provincia di Lucca, con le eccezioni di parte del comune di Altopascio (di cui comprende solo la frazione di Badia Pozzeveri) e Montecarlo che appartengono alla diocesi di Pescia e i comuni di Barga, Forte dei Marmi, Pietrasanta, Seravezza e parte di Stazzema, che appartengono all'arcidiocesi di Pisa. Fa parte dell'arcidiocesi lucchese anche la parte occidentale del comune di Pescia in provincia di Pistoia (parrocchie di Collodi, Veneri, Aramo, Fibbialla di Medicina, Medicina, Pontito, San Quirico di Valleriana e Stiappa).
Sede arcivescovile è la città di Lucca, dove si trova la cattedrale di San Martino. L'arcidiocesi comprende anche 4 basiliche minori: San Paolino e San Frediano a Lucca, Sant'Andrea e San Paolino a Viareggio.
Il territorio è suddiviso in 362 parrocchie, raggruppate in 11 zone pastorali:[1]
La diocesi di Lucca fu eretta nel I secolo. Secondo la tradizione protovescovo sarebbe stato san Paolino, inviato a Lucca dallo stesso apostolo san Pietro e martirizzato all'epoca dell'imperatore Nerone.
Un catalogo episcopale di Lucca, scoperto tra i manoscritti dell'archivio capitolare, riporta il nome di 15 vescovi. Di questi, sei vescovi sono riscontrabili anche in altre fonti: ciò rende plausibile l'autenticità storica anche degli altri nove. Tutti sono precedenti la metà del VII secolo: infatti il catalogo non menziona il vescovo Leto, che sottoscrisse il sinodo di Roma nel 649 e nemmeno il vescovo Eleuterio, presente ad un altro sinodo romano del 680.
Storicamente la più antica menzione di un vescovo di Lucca è quella di Maximus a Tuscia de Luca, che sottoscrisse gli atti del concilio di Sardica (circa 343). Le ricerche archeologiche attestano l'antichità della chiesa di Lucca, grazie agli scavi condotti sotto la basilica di Santa Reparata, che hanno portato in luce i resti di un battistero databile al IV secolo e di una basilica a tre navate risalente al V secolo.
Fin dall'inizio la sede episcopale è stata immediatamente soggetta alla Santa Sede.
Nel 683 fu consacrata la chiesa dedicata a san Frediano, eretta su un'altra più antica dedicata ai santi martiri Lorenzo, Vincenzo e Stefano. Nello stesso anno la chiesa fu affidata ai monaci guidati dall'abate Babbino. Verrà poi ricostruita nel XII secolo e consacrata da papa Eugenio III.
Con l'occupazione longobarda Lucca divenne sede di un importante ducato e negli anni successivi il territorio della diocesi fu notevolmente ampliato. Verso Sud infatti, attraverso il medio Valdarno, la giurisdizione dei vescovi di Lucca si spingeva in Valdera e Val d'Elsa e arrivava alla Maremma fino a Roselle, attuale Grosseto e, sul litorale, ai centri di Gualdo, Populonia e Monteverde; anche numerose proprietà abbaziali poste in territorio senese appartenevano alla giurisdizione lucchese. La diocesi di Lucca confinava ad est con la diocesi di Pistoia e Firenze; verso Sud toccava il Valdarno inferiore, la Val d´Elsa e la Val d´Era con i territori di Montopoli, Santa Croce sull'Arno, e Fucecchio, ed il castello di San Miniato al Tedesco; a nord con l'antica Luni e con la diocesi di Modena; ad ovest con la diocesi di Pisa. La più antica descrizione della diocesi risale al 1260 ed è contenuta nel Libellus extimi Lucane Dyocesis, documento che elenca tutte le chiese, i monasteri e i luoghi di culto con rendite, redatto in occasione della raccolta di una decima papale.
La cattedrale, dedicata a san Martino di Tours, fu consacrata nel 1070 dal papa Alessandro II, il quale era anche vescovo di Lucca.
Tra il 1081 e il 1086 ebbe luogo lo scisma di Lucca, un episodio della lotta per le investiture. Sulla cattedra lucchese si installò lo scismatico Pietro, consacrato dall'antipapa Clemente III il 25 luglio 1081 grazie al supporto dell'imperatore Enrico IV di Franconia. Il vescovo Anselmo II nel 1081 abbandonò la città. Lo scisma perdurò fino che il vescovo Gottifredo, sostenuto dalla contessa Matilde di Canossa, poté rientrare in città, nell'ottobre del 1092.[2]
Nel 1120 papa Callisto II concesse ai vescovi di Lucca l'uso del pallio, del pileolo o zucchetto rosso (a quel tempo insegna cardinalizia) e della croce astile metropolitica. Un altro privilegio singolare era l'incendio della stoppa al Gloria durante la Messa pontificale. Nel 1387 l'imperatore Carlo IV concesse ai vescovi di Lucca il diritto di conferire lauree in utroque iure, filosofia e medicina, di nominare notai e cavalieri e di legittimare i bastardi.
I vescovi di Lucca godevano dei titoli di principe del Sacro Romano Impero, conte palatino, conte di Diecimo, Piazza e Sala di Garfagnana. Nel 1726 la giurisdizione temporale sulle terre della cosiddetta Contea vescovile,[3] che i vescovi avevano per antichi privilegi imperiali fin dal Medioevo, fu venduta alla repubblica di Lucca[senza fonte].
Con la nascita del Granducato di Toscana, cui Lucca resterà estranea, l'enorme diocesi fu progressivamente smembrata per motivi eminentemente politici. Infatti si finì per far coincidere, dopo secoli di aggiustamenti, il territorio diocesano con quello della Repubblica di Lucca. Benedetto XIII, il 17 marzo 1726, eresse la diocesi di Pescia: l'antico piviere, con oltre 60 chiese della Valdinievole e della Valleriana, era stato elevato alla dignità di prepositura nullius dioecesis da papa Leone X il 25 settembre 1519. Gregorio XV il 9 dicembre 1622, su istanza di Maria Maddalena d'Austria, granduchessa di Toscana, staccò 118 chiese dalla giurisdizione del vescovo di Lucca per creare la diocesi di San Miniato.
L'11 settembre 1726 la diocesi fu elevata al rango di arcidiocesi, non metropolitana, con la bolla Inscrutabili divinae di papa Benedetto XIII.
Il 26 maggio 1754 papa Benedetto XIV concesse alla repubblica di Lucca il privilegio, durante la vacanza della sede, di presentare una terna di nomi, dai quali i pontefici sceglievano poi i futuri nuovi arcivescovi. Il primo arcivescovo nominato con questa nuova procedura fu Giovanni Domenico Mansi, erudito e autore della Sacrorum Conciliorum Nova Amplissima Collectio.
Pio VI, il 18 luglio 1789, soddisfacendo alla richiesta di Pietro Leopoldo, granduca di Toscana, concesse a Pisa i vicariati di Barga e di Pietrasanta e la parrocchia di Ripafratta, mentre, a Lucca passarono sette parrocchie in precedenza di pertinenza pisana: Massaciuccoli, Bozzano, Balbano, Chiatri, Quiesa, Castiglioncello, Torre del Lago.
Papa Leone XII nel 1823 staccò da Lucca 41 parrocchie e 7 cure appartenenti al vicariato di Garfagnana e al priorato di Castiglione e le unì alla diocesi di Massa (oggi Massa Carrara-Pontremoli). Pio IX, il 17 dicembre 1853, unì alla diocesi di Massa le parrocchie del vicariato di Gallicano con Cardoso, Bolognana, Verni, Perpoli, Campo di Perpoli, Fiattone, Lupinaia, Treppignana, Riana.
Per ragioni pastorali nel 1955 la parrocchia di Palagnana passò dall'arcidiocesi di Pisa a quella di Lucca.
Il 5 settembre 1992 l'arcidiocesi si è nuovamente estesa al vicariato della Garfagnana (comprensivo di 106 parrocchie), che era appartenuto alla diocesi di Massa Carrara-Pontremoli.[4]
Nel 2021, su impulso dell'arcivescovo Paolo Giulietti, l'arcidiocesi ha avviato il progetto Lucensis: progetto pastorale di ecologia integrale volto alla riduzione dell'impatto ambientale delle attività diocesane e delle parrocchie, alla promozione di comunità energetiche rinnovabili e solidali e alla creazione di un modello di CERS replicabile.[5]
Si omettono i periodi di sede vacante non superiori ai 2 anni o non storicamente accertati.
L'arcidiocesi nel 2021 su una popolazione di 318.390 persone contava 311.455 battezzati, corrispondenti al 97,8% del totale.
anno | popolazione | presbiteri | diaconi | religiosi | parrocchie | ||||||
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battezzati | totale | % | numero | secolari | regolari | battezzati per presbitero | uomini | donne | |||
1950 | 259.227 | 259.270 | 100,0 | 538 | 415 | 123 | 481 | 151 | 177 | 248 | |
1970 | 259.915 | 260.138 | 99,9 | 482 | 357 | 125 | 539 | 156 | 834 | 261 | |
1980 | 277.885 | 279.035 | 99,6 | 417 | 315 | 102 | 666 | 109 | 708 | 260 | |
1990 | 278.522 | 279.934 | 99,5 | 333 | 269 | 64 | 836 | 3 | 70 | 609 | 256 |
1999 | 302.140 | 306.774 | 98,5 | 346 | 282 | 64 | 873 | 13 | 77 | 535 | 362 |
2000 | 302.000 | 306.000 | 98,7 | 339 | 275 | 64 | 890 | 13 | 77 | 548 | 362 |
2001 | 302.000 | 308.360 | 97,9 | 342 | 280 | 62 | 883 | 16 | 74 | 546 | 362 |
2002 | 301.200 | 307.507 | 97,9 | 316 | 287 | 29 | 953 | 16 | 49 | 457 | 363 |
2003 | 293.140 | 299.972 | 97,7 | 306 | 277 | 29 | 957 | 16 | 50 | 452 | 363 |
2004 | 293.145 | 312.369 | 93,8 | 306 | 277 | 29 | 957 | 17 | 50 | 426 | 362 |
2013 | 315.200 | 323.200 | 97,5 | 203 | 186 | 17 | 1.552 | 22 | 33 | 261 | 362 |
2016 | 316.900 | 323.900 | 97,8 | 193 | 178 | 15 | 1.641 | 21 | 29 | 218 | 362 |
2019 | 315.200 | 322.200 | 97,8 | 193 | 178 | 15 | 1.633 | 21 | 29 | 218 | 362 |
2021 | 311.455 | 318.390 | 97,8 | 193 | 178 | 15 | 1.613 | 21 | 29 | 218 | 362 |
Controllo di autorità | SBN CFIV053804 |
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