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Kazimierz Deyna | |||||||||||||||||||
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Nazionalità | ![]() | ||||||||||||||||||
Altezza | 180 cm | ||||||||||||||||||
Calcio ![]() | |||||||||||||||||||
Ruolo | Centrocampista | ||||||||||||||||||
Carriera | |||||||||||||||||||
Giovanili | |||||||||||||||||||
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1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato. Il simbolo → indica un trasferimento in prestito. | |||||||||||||||||||
Kazimierz Deyna (Starogard Gdański, 23 ottobre 1947 – San Diego, 1º settembre 1989[1]) è stato un calciatore polacco, di ruolo centrocampista. È spesso considerato il più grande calciatore polacco di tutti i tempi[2][3][4] in contrapposizione con Zbigniew Boniek e, da molti osservatori calcistici, assieme al connazionale, uno dei migliori europei in assoluto.[5][6]
Deyna iniziò a giocare a calcio nel 1958 nelle giovanili della squadra della sua città, il Włókniarz Starogard Gdański. A 19 anni fece una breve esperienza con il ŁKS Łódź, prima di passare al Legia Varsavia dove rimase per oltre dieci anni. Nel nuovo club si rivelò subito un giocatore decisivo, contribuendo con i suoi gol alla vittoria dei campionati 1969 e 1970 e guadagnandosi la convocazione in nazionale.
Il suo esordio con la maglia della Polonia risale al 24 aprile 1968, in un match contro la Turchia. Vestirà la maglia della Nazionale polacca 97 volte, segnando 41 gol che portarono al suo Paese due medaglie olimpiche (oro ai Giochi olimpici del 1972 di Monaco e argento alle Olimpiadi 1976) e un terzo posto al campionato del mondo 1974 (in quell'occasione fu lui a siglare il gol del 2-0 contro l'Italia, fulminando Dino Zoff con un destro in corsa e, di fatto, estromettendo gli azzurri già al 1º turno). Lo stesso anno si piazzò al terzo posto nella classifica per il pallone d'oro.
Nel 1972 fu anche capocannoniere del torneo olimpico con nove gol, di cui i due decisivi nella finale del 10 settembre contro l'Ungheria. Fu capitano della Nazionale nel campionato del mondo 1974 e campionato del mondo 1978, dove la Polonia fu eliminata nel girone di semifinale dal Brasile e dai padroni di casa (nonché futuri campioni mondiali) dell'Argentina.
Dopo i Mondiali di Argentina si trasferì a giocare in Inghilterra con la maglia del Manchester City. Nel 1981 recitò nel film Fuga per la vittoria nel ruolo di Paul Wolcheck. Quello stesso anno si trasferì a giocare negli USA con la maglia dei San Diego Sockers. Dopo 7 stagioni fra NASL e MISL lasciò i Sockers, per i Legends San Diego. I Legends furono anche la sua ultima squadra, prima della sua tragica morte.
Morì a 41 anni in un incidente stradale mentre guidava la sua BMW per le vie di San Diego[7]. La sua maglia numero 10 è stata ritirata dal Legia Varsavia.
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