Pensione minima

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Si dice pensione minima nel caso di sistema pensionistico pubblico in Italia di quelle pensioni che sono dell'importo minimo garantito per legge.

In Italia, l'integrazione al minimo per le pensioni calcolate con il metodo di calcolo contributivo a capitalizzazione simulata sulla crescita ossia per chi si è iscritto dopo il 1996, è eliminata dall'art. 1 comma 16 della riforma Dini.[1]

Pensione minima in Italia

La pensione minima è destinata a scomparire infatti la riforma Dini ha previsto al comma 16 dell'art. 1 la soppressione dell'integrazione al minimo[2][3] prevista dalla normativa per chi usufruisce della pensione con il metodo di calcolo contributivo a capitalizzazione simulata sulla crescita a differenza di quanto previsto per chi va in pensione con il metodo di calcolo retributivo o con il metodo di calcolo misto.

Note

  1. ^ Legge 8 agosto 1995, n. 335, articolo 1, in materia di "Riforma del sistema pensionistico obbligatorio e complementare."
  2. ^ mysolutionpost.it 01/09/2014, È opportuno ricordare che la riforma Fornero ha eliminato l’adeguamento della pensione effettiva al minimo previsto per la pensione sociale. In passato chi aveva maturato una pensione inferiore a 447,61 euro al mese beneficiava dell’adeguamento al minimo. In futuro se un lavoratore ha maturato 300 euro al mese, quelle prende e nulla più.
  3. ^ Alberto Brambilla, Pensioni, la tentazione dei tagliI no della Consulta e i conti sbagliati, in Il Corriere della Sera, 20/08/2014. URL consultato il 15 ottobre 2014.
    «Se la misura fosse prevista per 5 anni e finalizzata alla riduzione del debito pubblico, tutti noi saremmo ben lieti di partecipare al risanamento del Paese e a favore delle giovani generazioni a cui, per inciso, lo Stato ha già previsto l’eliminazione di qualsiasi integrazione al minimo o maggiorazione sociale e per giunta non l’ha comunicato ai diretti interessati.»

Bibliografia

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