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Alfred Whitney Griswold (Morristown (New Jersey), 27 ottobre 1906 – New Haven, 19 aprile 1963) è stato uno storico statunitense.
Dal 1951 al 1963 fu il presidente dell'Università Yale. Fu l'autore della prima tesi di laurea statunitense in americanistica e uno dei co-fondatori della fratellanza accademica Yale Political Union.
Figlio di Elsie Montgomery, nata Whitney, e di Harold Ely Griswold[1], dal ramo materno discendeva da Eli Whitney, e da sei governatori coloniali del Connecticut da quello paterno.[2]
Nel 1925 completò la Hotchkiss School di Lakeville[3], prima di conseguire quattro anni più tardi il Bachelor of Arts all'Università Yale, presso la quale curò The Yale Record, la rivista umoristica degli studenti del campus.[4]
Ancora studente, insieme a numero di studenti e personale dell'ateneo, fondò quella fraternità che nel '34 fu ufficializzata col nome di Yale Political Union.[5][6]
Dopo aver insegnato inglese per circa dodici mesi, nel '33 fu assunto come collaboratore della cattedra di storia, ottenendo la nomina ad assistente universitario nel '38, a professore associato nel '42, e, infine, a professore ordinario nel '47. La carriera accademica di Griswold ebbe inizio grazie a un dottorato onorario in storia, arte e lettere, assegnato per la prima tesi di laurea in studi americano discussa nel Paese a stelle e strisce.[7] Il volume descriveva il sogno e il culto americano, influenzato dal suo breve praticantato a Wall Street prima del crollo del 1929.[8]
Queste idee si espressero anche nei seguenti vouimi: The Far Eastern Policy of the United States (pubblicato nel 1938), Farming and Democracy (del 1948), Essays on Education (del 1954), In the University Tradition (del 1957) e Liberal Education and the Democratic Ideal (del 1959).[9] Pur non essendo uno specialista, il libro del 1938, forte di uno stile elegante e vigoroso, per almeno una decade ebbe un notevole flusso nel dibattito sulla politica estera degli Stati Uniti nell'Estremo Oriente.[10]
Durante la Seconda Guerra Mondiale, diresse una serie di programmi di addestramento specifici per l'esercito degli Stati Uniti in lingue e affari civili.
Nel 1951, Griswold fu nominato presidente dell'Università Yale, posizione nella quale rimase fino alla sua morte, sopraggiunta nel '63.[9][11] Il giorno del suo insediamento, dopo aver pranzato con l'amico al Mount Holyoke College, disse a sua moglie: "Grazie a Dio non siamo in quel racket".[12] Durante il suo mandato, Griswold triplicò la dotazione finanziaria e patrimoniale dell'ateneo portandola a un valore di 375 milioni di dollari, fece costruire 26 nuovi edifici e istituì borse di studio per giovani ricercatori, soprattutto nel campo delle scienze.[13] Fra i suoi progetti, vi furono, altri due edifici, il Morse College e Ezra Stiles College, l'undicesimo e il dodicesimo college residenziale di Yale.
Nel '52, creò la prima programmazione didattica dei Master of Arts nelle arti liberali, inquadrandoli all'interno dei dipartimenti tradizionali già esistenti.
Prima del conflitto e nel Dopoguerra, Griswold apparve spesso nei media americani per le sue esternazioni in tema di politica estera, l'atletica dilettantistica, per la libertà accademica e in difesa delle arti liberali contro le ingerenze del governo.[14] In compagnia di Nathan Pusey, il suo omologo ad Harvard, si attivò per mantenere in vita fra i membri della Ivy League il campionato interuniversitario dilettantistico di atletica leggera.[15]
In sua memoria, l'Università di Yale istituì una cattedra di storia, della quale negli anni Novanta è divenuto titolare lo storico Ben Kiernan.[16]
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