Questo articolo affronterà il tema Movimento (musica), che ha generato grande interesse e dibattito nella società odierna. Movimento (musica) è un argomento che ha toccato persone di tutte le età, generi e classi sociali, generando opinioni contrastanti e suscitando grande interesse per la sua attualità. In questo articolo verranno analizzati diversi aspetti legati a Movimento (musica), dalle sue origini al suo impatto sulla vita quotidiana delle persone. Verranno presentate diverse prospettive e punti di vista con l'obiettivo di comprendere a fondo l'importanza di Movimento (musica) nella società odierna.
Nella musica, la parola movimento può assumere diversi significati.
Nella musica classica, il termine movimento indica ciascuna "sezione" di una forma musicale che preveda più parti, come la suite, la sonata, la sinfonia ecc. Si può dire che i diversi movimenti di un'opera musicale sono delimitati nel tempo da una sospensione dell'esecuzione.
Nella musica barocca e in quella del periodo classico, i movimenti hanno in genere un solo e unico tempo: di conseguenza, i compositori hanno preso l'abitudine di designare ogni movimento o in base all'indicazione del suo tempo — allegro, adagio, andante, ecc.— o, per esempio nel caso della suite, con il nome della danza di destinazione, esso stesso costituendo un implicito riferimento al tempo che la caratterizza—la sarabanda, ad esempio, è una danza "lenta", la giga una danza "veloce".
Se i compositori, per designare i diversi movimenti di un'opera musicale, hanno spesso fatto ricorso a una terminologia basata sul tempo o sulla danza, sono tuttavia possibili altri modi per assolvere la stessa funzione:
Nella musica tonale e polifonica nel senso ampio del termine, vale a dire la quasi totalità della musica occidentale, dal Medioevo fino ai nostri giorni, con movimento s'intende anche la progressione del tessuto musicale secondo l'asse dell'altezza, sia sul piano melodico che su quello armonico.
Ogni misura in musica è composta da un certo numero di accenti principali, dei quali il primo è sempre il più forte, e gli altri si suddividono tra deboli e mezzoforti a seconda dell'indicazione metrica (struttura ritmica). Così, un brano ad es. in 3/4 (tre quarti) è formato da misure, ognuna delle quali divisibile in 3 movimenti di un quarto ciascuno.