In questo articolo esploreremo nel dettaglio il tema Kristina Söderbaum, analizzandone le origini, l'evoluzione e la rilevanza nella società odierna. Presentando ai lettori la storia e il contesto di Kristina Söderbaum, approfondiremo le sue molteplici sfaccettature e dimensioni, dal suo impatto culturale alle sue implicazioni nella vita quotidiana. Attraverso un approccio globale, esamineremo le diverse prospettive e opinioni su Kristina Söderbaum, fornendo una visione panoramica che ci permetterà di comprenderne l'importanza nel panorama contemporaneo. Entro la fine di questa lettura, speriamo che i lettori abbiano acquisito una comprensione più completa e arricchita di Kristina Söderbaum, sentendosi allo stesso tempo motivati a riflettere sul suo significato e sulla sua rilevanza nelle loro vite.
Kristina Söderbaum (Stoccolma, 5 settembre 1912 – Hitzacker, 12 febbraio 2001) è stata un'attrice e fotografa svedese naturalizzata tedesca.
Nata in Svezia, era figlia di Henrik Gustaf Söderbaum (1862-1933), segretario permanente dell'Accademia Reale Svedese delle Scienze. Il professor Söderbaum era decisamente contrario a una qualunque carriera artistica per la figlia, pur se questa poteva partecipare ogni anno agli spettacoli organizzati per le feste familiari. La giovane Kristina poté dedicarsi alla recitazione solo dopo la morte del padre. Scomparsi i genitori a poca distanza l'uno dall'altro, Söderbaum si trasferì a Berlino dove si iscrisse a una scuola di teatro. Studiò anche il tedesco, allieva di Rudolf Klein-Rogge, uno degli attori preferiti di Fritz Lang[1].
A partire dal 1935 interpretò diversi dei film diretti dal futuro marito, il regista Veit Harlan, che sposò nel 1939. Durante la seconda guerra mondiale recitò in film di propaganda del regime nazista. Tra i suoi ruoli si ricorda quello di Dorthea Sturm, la sfortunata eroina del melodramma antisemita Süss l'ebreo che si suicida annegandosi dopo essere stata costretta a un rapporto sessuale con Süss.
Il suicidio per annegamento diventa un destino costante dei suoi personaggi, tanto da procurarle il soprannome di Reichswasserleiche (La morta affogata del Reich).
Dopo la guerra diventò un'apprezzata fotografa di moda. Nel 1983 scrisse un'autobiografia intitolata Nichts bleibt immer so. Il suo ultimo film è stato Night Train to Venice, interpretato al fianco di Hugh Grant nel 1993.
La filmografia è completa. Quando manca il nome del regista, questo non viene riportato nei titoli[2]
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