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Robert Jonathan Demme (Baldwin, 22 febbraio 1944 – New York, 26 aprile 2017) è stato un regista, produttore cinematografico, produttore televisivo, sceneggiatore e documentarista statunitense.
Nel 1991 ottiene il plauso di pubblico e critica per aver diretto il film Il silenzio degli innocenti, con il quale si aggiudica il Premio Oscar come miglior regista e l'Orso d'argento per il miglior regista al Festival internazionale del cinema di Berlino.
Figlio di un'attrice, Dorothy Louise Rogers, e di un albergatore di origine italiana, Robert Eugene Demme, trascorse l'infanzia a New York e intorno ai 15 anni di età si trasferì con la famiglia a Miami. Appena trentenne, diresse il film Femmine in gabbia (1974), che non ottenne un grande successo. Dopo altri titoli minori, si affermò con il thriller Il segno degli Hannan (1979), che vinse il "New York Film", e con la commedia Una volta ho incontrato un miliardario (1980). Ottenne favorevoli consensi dalla critica e dal pubblico con Qualcosa di travolgente (1986), interpretato da Melanie Griffith e Jeff Daniels, e con Una vedova allegra... ma non troppo (1988), con Michelle Pfeiffer e Matthew Modine.
Nel 1992 vinse il Premio Oscar per la miglior regia per Il silenzio degli innocenti, con protagonisti Anthony Hopkins e Jodie Foster (cui Demme avrebbe tuttavia preferito Meg Ryan), già premiato l'anno precedente anche al Festival di Berlino con l'Orso d'Argento e il DGA Award. Nel 1993 ottenne un altro grandissimo successo con Philadelphia, che avrebbe fatto guadagnare a Tom Hanks il primo Oscar. Co-protagonista del film fu Denzel Washington, che nel 2004 tornò a lavorare con Demme in The Manchurian Candidate, al fianco di Meryl Streep, a sua volta prima attrice del suo ultimo lavoro Dove eravamo rimasti (2015).
È morto il 26 aprile 2017, all'età di 73 anni, a causa di un cancro all'esofago di cui soffriva da tempo[1].
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