Oggi Battista Mondin è un argomento che genera grande interesse e dibattito nella società. Dalle sue origini fino al suo impatto attuale, Battista Mondin è stato oggetto di studio e riflessione da parte di esperti e professionisti in diversi ambiti. Nel corso della storia, Battista Mondin ha giocato un ruolo fondamentale nell’evoluzione dell’umanità, influenzando il modo in cui viviamo, lavoriamo e ci relazioniamo. In questo articolo esploreremo i diversi aspetti di Battista Mondin e la sua importanza nel mondo di oggi, analizzandone gli effetti e le possibili implicazioni per il futuro.
Giovanni Battista Mondin (Monte di Malo, 29 luglio 1926 – Parma, 29 gennaio 2015[1]) è stato un filosofo e teologo italiano, dottore di Filosofia e Religione presso l'Università di Harvard. È stato decano della Facoltà di Filosofia presso la Pontificia Università Urbaniana di Roma.
Mondin è stato un membro della Congregazione dei Missionari Saveriani. Appassionato ciclista amatoriale[2], ordinato sacerdote nel 1952, ha ricoperto il ruolo di consulente episcopale nel corso dei lavori del Concilio Ecumenico Vaticano II ed è stato presidente dell’Associazione Docenti Italiani di Filosofia.[3]
Nei suoi studi, le principali figure di riferimento sono state Tommaso d'Aquino e Paul Tillich, da cui ha tratto l'ideale di un accordo e di un mutuo sostegno tra filosofia e teologia. Ideatore e socio fondatore della Società Internazionale Tommaso d’Aquino, insieme, tra gli altri, al card. Wojtyla[4], è stato il maggior divulgatore italiano di Ismael Quiles, il sacerdote gesuita argentino che contribuì alla formazione di papa Francesco durante gli anni universitari.[3]
Mondin fu uno dei principali esponenti della Neoscolastica italiana e trattò le tematiche teologiche in rapporto alla filosofia da un punto di vista aristotelico-tomista.
Traducendo il commento di san Tommaso allo Pseudo-Dionigi l'Areopagita, affermò che in quest'ultimo coesistevano sapientemente sia la teologia negativa che quella positiva, ribaltando la tesi heideggeriana che vedeva nello Pseudo-Dionigi il principale propugnatore cristiano della teologia negativa. La contrapposizione fra le due vie si risolve nella dottrina dell'analogia dell'ente che si predica sia positivamente che come negazione dell'originale. Per questo, Mondin avanzò seri dubbi sulla plausibilità del simbolismo di Paul Ricoeur, celebrato in Italia e nel mondo protestante.[5]
Controllo di autorità | VIAF (EN) 85174681 · ISNI (EN) 0000 0001 1030 3740 · SBN CFIV013277 · BAV 495/12942 · LCCN (EN) n79077410 · GND (DE) 121497852 · BNE (ES) XX1165084 (data) · BNF (FR) cb121044898 (data) · J9U (EN, HE) 987007460902305171 |
---|