Al giorno d'oggi, Trasferimento alla Hohmann è una questione molto importante che colpisce persone in tutto il mondo. Dalle sue origini fino al suo impatto sulla società moderna, Trasferimento alla Hohmann è stato oggetto di dibattito e riflessione da parte di esperti e cittadini. In questo articolo esploreremo i diversi aspetti di Trasferimento alla Hohmann, dalla sua evoluzione nel tempo fino alla sua attualità. Vedremo anche come Trasferimento alla Hohmann ha influenzato diversi aspetti della vita quotidiana ed esamineremo le possibili soluzioni per affrontare le sfide associate a Trasferimento alla Hohmann. Attraverso questa esplorazione, speriamo di fornire una visione più completa e approfondita di Trasferimento alla Hohmann e del suo impatto sulla società contemporanea.
In astronautica e in ingegneria aerospaziale, il trasferimento alla Hohmann ideato nel 1925 rappresenta una manovra orbitale che permette a un satellite artificiale di trasferirsi da un'orbita circolare a una seconda orbita circolare complanare e confocale alla prima. Questa manovra è monoellittica bitangente: monoellittica in quanto nel trasferimento si percorre una semiellisse, e bitangente in quanto l'ellisse è tangente sia all'orbita iniziale che a quella finale, nei suoi punti absidali.
Il trasferimento alla Hohmann è il trasferimento con il più basso consumo di delta-v se il rapporto tra ed è minore o uguale a 12, dove è il raggio dell'orbita circolare iniziale ed è il raggio dell'orbita circolare finale; altrimenti è più conveniente un trasferimento biellittico bitangente.
Il suo tipico utilizzo è quello che porta un satellite da una orbita terrestre bassa a una geostazionaria. La manovra si compie in circa 5 ore, ed è chiamata trasferimento in orbita geostazionaria (GTO).
Sia l'orbita iniziale che quella finale sono circolari, mentre quella che permette il trasferimento è un'orbita ellittica, complanare e confocale alle due circolari, che è tangente alle stesse. Nel caso del trasferimento GTO, con un primo delta-v positivo il satellite si posiziona istantaneamente al perigeo dell'orbita ellittica, mentre con un secondo delta-v positivo dato all'apogeo dell'orbita di trasferimento ellittica (punto 3 della figura) viene circolarizzata l'orbita.
Si considera il trasferimento alla Hohmann tra un'orbita iniziale di raggio e un'orbita finale di raggio . È ammissibile sia un valore maggiore di (come ad esempio il trasferimento da un'orbita di parcheggio a un'orbita geostazionaria) che maggiore di . La velocità sulla prima orbita circolare è in modulo, in ogni suo punto,
dove è la costante gravitazionale planetaria dell'attrattore. Dall'equazione di conservazione dell'energia orbitale specifica si può ricavare il modulo della velocità nello stesso punto, ma riferito all'orbita ellittica di trasferimento:
La differenza tra il valore della velocità di trasferimento e la velocità dell'orbita circolare fornisce il valore del delta-v impulsivo
Allo stesso modo, percorsa la semiellisse di trasferimento, occorre fornire un secondo delta-v impulsivo per circolarizzare l'orbita finale su , ovvero
Il valore dei delta-v risulterà positivo se l'orbita si porta in una circolare di raggio più grande rispetto alla prima, mentre sarà negativo (in direzione) se avviene l'opposto. Naturalmente in entrambi i casi i delta-v sono forniti dall'impianto propulsivo, ed il costo della manovra risulterà la somma dei moduli dei due delta-v.
Il tempo di trasferimento è ricavabile dalla Terza legge di Keplero:
(EN) Wiley J. Larson e James R. Wertz, Space Mission Analysis and Design, El Segundo (California), 2003, ISBN 0792359011.