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Nel 1876 due imprenditori, il salese Domenico Bellisomi e il cuggionese Ercole Belloli, presentarono al comune di Alessandria una domanda per la costruzione di due linee tranviarie a vapore: una da Alessandria a Casale Monferrato e una da Alessandria a Sale[1]; analoga domanda fu presentata dai due imprenditori nel 1879 al comune di Sale per una tranvia Alessandria-Sale-Pontecurone[2].
L'8 maggio 1879 la giunta municipale di Alessandria e i sindaci di Piovera, Alluvioni Cambiò, Sale, Castelnuovo Scrivia, Pontecurone e Guazzora si riunirono insieme a Belloli e Bellisomi per decidere sul progetto della tranvia: si stabilì di variare il progetto spostando il capolinea da Pontecurone a Voghera.
I lavori iniziarono poco dopo, ma per motivi tecnici si stabilì di limitare la linea a Sale[3].
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L'inaugurazione delle linee Alessandria-Sale e Alessandria-Casale avvenne il 1º agosto 1880 alla presenza del ministro di Grazia e Giustizia Tommaso Villa, dei parlamentari della provincia di Alessandria e del prefetto[1]; la linea entrò in servizio il successivo 11 agosto con due coppie di corse giornaliere, portate in seguito a tre (più una coppia i lunedì non festivi) che percorrevano la linea in un'ora e trentotto minuti[4].
Col passare del tempo la linea, così come le altre tratte esercite dalla "Belga", non fu più in grado di soddisfare i bisogni delle popolazioni locali, offrendo un servizio sempre più scadente. La linea chiuse il 7 novembre 1933, sostituita da autobus della Società Autotrasporti Alessandria (SAA)[10]; rimase in servizio come raccordo merci il breve tratto tra lo zuccherificio di Spinetta Marengo e la stazione di Spinetta, attivo sino agli anni cinquanta[11].
La linea tranviaria era a binario singolo a scartamento ordinario di 1445 mm, interamente in sede promiscua. Si sviluppava per 23,900 km. Il raggio di curvatura era di 30 metri, la pendenza massima del 18 per mille. I convogli potevano toccare una velocità massima di 20 km/h[12].
Percorso
Il capolinea, in comune con la tranvia per Casale, si trovava ad Alessandria in corso Crimea, dove successivamente fu costruito il Palazzo di Giustizia; da lì la linea toccava le fermate urbane di piazza Savona (poi piazza Garibaldi) e della vecchia piazza d'armi (in seguito ribattezzata piazza Matteotti)[5].
Uscita dalla città la tranvia attraversava il fiume Bormida, quindi toccava le località di Marengo, da cui si diramava la linea per Mandrogne, Castelceriolo, Lobbi, Piovera e Grava prima di raggiungere il capolinea di Sale, stazione in comune con la tranvia per Tortona dotata di deposito e officina[9].
Materiale rotabile
Sulla tranvia prestarono servizio locomotive a vapore di tipo tranviario.
Il parco rotabili della "Belga", impiegato promiscuamente su tutte le linee sociali, risultava composto tra il 1927 e il 1930 da dodici locomotive a vapore, 31 rimorchiate a due assi e 70 carri merci[13].
Francesco Ogliari, Franco Sapi, Scintille tra i monti. Storia dei trasporti italiani vol. 8 e 9. Piemonte-Valle d'Aosta, a cura degli autori, Milano, 1968.
Francesco Ogliari, Francesco Abate, Il tram a vapore tra l'Appennino e il Po. Piacenza, Voghera e Tortona, Arcipelago, Milano, 2011. ISBN 978-88-7695-398-9.