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Peter Bradford Benchley (New York, 8 maggio 1940 – Princeton, 11 febbraio 2006) è stato un giornalista, scrittore, sceneggiatore e produttore televisivo statunitense.
È conosciuto principalmente per il best seller Lo squalo, divenuto in breve un successo planetario: il romanzo ha venduto, al 2006, oltre 20 milioni di copie nel mondo[1] ed è stato adattato da Steven Spielberg nell'omonimo film, altrettanto celebre.
Dopo aver terminato gli studi laureandosi all'Università Harvard nel 1961, riuscì a diventare giornalista presso il Washington Post e National Geographic. La sua carriera lo portò a scrivere i discorsi del presidente statunitense Lyndon Johnson negli anni 1967 – 1969.
Come scrittore, l'opera che ebbe più successo fu il romanzo "Jaws" (trad. "fauci"), tradotto in italiano come Lo squalo (1974), ispirato ad una vicenda realmente accaduta decenni prima e riguardante alcune vittime di attacchi di uno squalo nel New Jersey. Per 44 settimane il libro comparve nella lista dei più venduti; un anno dopo Steven Spielberg trasse il film omonimo Lo squalo, campione d'incassi e che lanciò Spielberg nel firmamento del cinema. In seguito scrisse altri romanzi ambientati nel mare, da cui furono tratti dei film; in entrambi i casi non fu mai replicato il successo dell'opera prima. Ricordiamo quindi "The deep" (trad. "Abissi") e "The island" con Michael Caine nel ruolo del protagonista (trad. "L'isola").
Morì l'11 febbraio 2006 per una fibrosi polmonare all'età di 65 anni e venne sepolto presso il cimitero di Prospect Hill a Nantucket, Massachusetts.
Sposatosi con Winifred B. Wesson nel 1964, ebbe 3 figli: Tracy, Clayton e Christopher. Di indole ambientalista, ha scritto diversi saggi per il National Geographic.
Suo nonno era il noto umorista Robert Benchley.
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