In questo articolo esploreremo in modo approfondito il tema Leoni (film) e la sua influenza su diversi aspetti della nostra vita quotidiana. Dal suo impatto sull'economia al suo ruolo nella società, Leoni (film) è un argomento che suscita l'interesse di esperti e appassionati. Nelle prossime righe analizzeremo le varie sfaccettature di Leoni (film) e cercheremo di far luce su alcune incognite che circondano questo fenomeno. Inoltre, esamineremo come Leoni (film) si è evoluto nel tempo e quale è stato il suo impatto sulla cultura popolare. Senza dubbio, questo è un argomento affascinante che merita la nostra attenzione e riflessione.
Leoni è un film italiano del 2015 diretto da Pietro Parolin.
Prodotto dal Centro sperimentale di cinematografia,[1] è un omaggio alla commedia all'italiana ambientato nella provincia veneta.[1]
Gualtiero Cecchin, figlio di un imprenditore trevigiano e di una madre influente nell'alta società, dopo avere scialacquato l'ingente patrimonio familiare si ritrova a dover cercare una fonte di reddito. La sua brillante idea imprenditoriale è vendere crocifissi prodotti interamente con plastica riciclata, ma per ottenere finanziamenti per comprare la materia prima è costretto a rivolgere a un losco faccendiere napoletano che pare sia legato alla Camorra. Il cognato Alessio Leopardi, un poliziotto frustrato e pieno di rancori, cerca di incastrare Gualtiero per privarlo della sua fetta di eredità, una grande villa nel trevigiano.
Il film è stato prodotto dal Centro sperimentale di cinematografia[1] (CSC Production) di Roma. È stato realizzato grazie a un bando della Regione Veneto a favore della creatività dei giovani e ha avuto la collaborazione di partner produttivi tra i quali la Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale, MiBAC, Rai Cinema, Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia, Digipix, AMG, 360 Degrees, Annamode Costumes.[2]
È stato girato in varie località del Veneto: nel centro storico di Treviso, a Susegana, a Levada di Piombino Dese, nella provincia di Padova e sull'altopiano del Cansiglio, tra Belluno, Treviso e Pordenone.[2]
Il film è stato distribuito il 5 febbraio 2015 nelle sale italiane.[1]
Con umiltà, ma anche con una buona padronanza del racconto e dell'immagine ricrea un piccolo mondo antico aggiornandolo all'oggi Questa provincia ancora dominata da industrie a conduzione famigliare è credibile grazie a comportamenti riconoscibili e dialoghi efficaci, e grazie alle interpretazioni autoironiche del cast Leoni omaggia la grande commedia all'italiana senza limitarsi ad imitarla »