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Jorge Glas | |
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Vicepresidente dell'Ecuador | |
Durata mandato | 24 maggio 2013 – 3 gennaio 2018 |
Presidente | Rafael Correa Lenín Moreno |
Predecessore | Lenín Moreno |
Successore | María Alejandra Vicuña |
Ministro Coordinatore dei settori strategici | |
Durata mandato | 5 aprile 2010 – 10 novembre 2012 |
Predecessore | Galo Borja |
Successore | Rafael Poveda |
Ministro delle telecomunicazioni | |
Durata mandato | 14 agosto 2009 – 4 aprile 2010 |
Predecessore | - |
Successore | Jaime Guerrero |
Dati generali | |
Partito politico | Alianza País |
Università | Escuela Superior Politécnica del Litoral |
Jorge David Glas Espinel (Guayaquil, 13 settembre 1969) è un politico ecuadoriano, vicepresidente dell'Ecuador dal 2013 al 2018.
Ha ricoperto in passato diversi incarichi durante i governi di Rafael Correa, tra cui quello di Ministro delle telecomunicazioni dall'agosto 2009 al marzo 2010 e di Ministro dei settori strategici dal 2010 al 2012,[1] prima di divenire vicepresidente dell'Ecuador, dopo le elezioni presidenziali del 2013 vinte da Rafael Correa.[2]
Viene riconfermato alle elezioni presidenziali del 2017 vinte da Lenín Moreno. Il 3 agosto il presidente Lenín Moreno tramite il Decreto presidenziale n° 100 sospende tutte le sue funzioni di vice presidente a causa di un sospetto caso di corruzione nell'appalto a una concessione petrolifera alla compagnia Odebrecht.[3][4] Rimane formalmente in carica, seppur privato delle sue funzioni, fino al 3 gennaio 2018.[5]
Il 15 dicembre 2017 viene condannato a 6 anni di carcere per aver prelevato illegalmente 13.5 milioni di dollari dal conglomerato brasiliano Odebrecht[6]. Nell'ottobre del 2019 la Corte Suprema Nazionale conferma la sentenza; Glas sconta la pena a Latacunga, a sud di Quito[7].
Il 2 gennaio 2018, poiché è stato inabile a svolgere il ruolo di vicepresidente per più di 90 giorni consecutivi, Glas viene esautorato dall'incarico in base all'articolo 146 della costituzione ecuadoriana[8]; al suo posto viene nominata María Alejandra Vicuña.
Nell'aprile del 2020 viene condannato ad altri 8 anni di reclusione - più 25 anni di perdita dei diritti politici - per corruzione aggravata[9].
Nel gennaio del 2021 la Corte Suprema Nazionale lo condanna ad ulteriori 8 anni di carcere - portando il totale della pena da scontare a 22 - per abuso di fondi pubblici[10].
Il 10 aprile 2022 gli venne concesso di essere rilasciato in libertà vigilata per 40 giorni[11], ma tale provvedimento venne revocato da un tribunale della provincia di Sant'Elena, che ne ordinò l'imprigionamento[12]. Glas si rifugiò allora presso l'ambasciata messicana a Quito, ottenendo asilo politico. Il 5 aprile 2024 la polizia e i soldati ecuadoriani hanno fatto irruzione per arrestarlo, violando così il principio di extraterritorialità generalmente garantito alle ambasciate[13]; a seguito di ciò, il Messico ha rotto le relazioni diplomatiche con l'Ecuador[13][14]. Il 5 gennaio 2025, Jorge Glas venne evacuato dal carcere di La Roca a Guayaquil, dopo un presunto tentativo di assassinio nei suoi confronti.[15].