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Emmanuel de Waresquiel (Parigi, 21 novembre 1957) è uno storico, biografo e saggista francese.
Emmanuel de Waresquiel proviene da una famiglia nobile originaria delle Fiandre e della Lorena, che fu nobilitata come d'uso per aver un suo membro detenuto la carica di secrétaire du roi (alto funzionario della Cancelleria) dal 1681 al 1715, al tempo di Luigi XIV.[1] Discende da parte di padre da Madame de Staël e Jacques Necker, e dal filosofo illuminista Helvétius, tramite una delle figlie; è imparentato con la famiglia di Albert de Mun, discendenti anche loro dal filosofo.[2]
Attraverso la sua famiglia, è proprietario del castello di Poligné a Forcé in Mayenne, e porta il titolo di conte di Poligny.[3]
È specializzato nella storia della Francia dell'Ottocento e più in generale nella storia delle rappresentazioni della Rivoluzione francese dell'inizio dell'Ottocento. Ricercatore dell'École Pratique des Hautes Études, si specializzò nei periodi della Rivoluzione, dell'Impero e delle monarchie costituzionali francesi (Francia monarchica rivoluzionaria, Restaurazione francese e monarchia di luglio). Ha un dottorato di ricerca all'Università della Sorbona.
Ha pubblicato una cinquantina di articoli scientifici e una ventina di opere, tra cui biografie (duca di Richelieu, Talleyrand, Fouché, Maria Antonietta, Félicie de Fauveau, Jeanne du Barry).
Nella sua ricerca analizza il rapporto tra storia e memoria e lavora sugli sviluppi nonché sulle distorsioni, nel tempo, dei discorsi (testi e immagini). Ha condotto diversi seminari su questi temi[4] all'École Pratique des Hautes Études, ad esempio sulle immagini e le memorie del potere nello spazio pubblico, sulle sue rappresentazioni e sulla sua legittimità, e sulle forme della protesta (barricate, manifestazioni) e condotto spesso studi su documenti inediti d'archivio.
Ha co-diretto la "Revue de la Société d'histoire de la Restauration et des Monarchies Constitutionnels" (1787-1996). È membro del comitato di redazione della rivista Commentaire e della Revue des Deux mondes, della rivista online Napoleonica edita dalla Fondation Napoléon, membro della commissione sugli incassi cinematografici al CNC dal 1999 al 2001, ed è stato anche impegnato in allestimenti di esposizioni e mostre in siti storici.
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