Questo articolo affronterà il tema Collistar, che ha generato interesse e dibattito in diversi ambiti della società. Collistar ha catturato l'attenzione di ricercatori, esperti e anche del comune cittadino, per la sua rilevanza e impatto su vari aspetti della vita quotidiana. Nel corso degli anni Collistar è stato oggetto di analisi, discussione e riflessione, dando origine a una varietà di opinioni e prospettive su questo argomento. In questo senso, è di grande importanza approfondire la conoscenza e la comprensione di Collistar, con l’obiettivo di arricchire il dibattito e promuovere una visione complessiva e critica al riguardo. Pertanto, lungo le linee seguenti verranno esplorate diverse dimensioni di Collistar, con lo scopo di offrire uno sguardo completo e oggettivo su questo argomento di rilevanza per la società odierna.
Collistar | |
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Stato | ![]() |
Forma societaria | Società per azioni |
Fondazione | 1991 a Milano |
Sede principale | Milano |
Gruppo | Bolton Group |
Persone chiave | Salomone Benveniste (amministratore delegato) |
Settore | Cosmesi |
Prodotti |
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Fatturato | € 91.492.289 (2017) |
Utile netto | € 14.223.802 (2017) |
Slogan | «Il Made in Italy della cosmetica» |
Sito web | www.collistar.it |
Collistar S.p.A. è un'azienda italiana specializzata nei prodotti di cosmetica e bellezza, controllata dalla multinazionale Bolton Group di Milano.
Collistar viene creata nel 1968 dal chimico Luigi Coluccia venduta nel1972[1] alla divisione cosmetica dell'azienda farmaceutica italiana Zambeletti di Baranzate, come marchio di una linea di prodotti ipoallergenici.[1] Inizialmente si ha un periodo di difficoltà dovuto allo scarso numero di vendite realizzate, e l'allora amministratore delegato dell'azienda milanese, Alberto Zambeletti, intenzionato a rilanciare il marchio, nel 1982 lo affida a Daniela Sacerdote, con la quale Collistar acquisisce notorietà al pubblico e conquista importanti quote di mercato nel settore dei cosmetici.[2]
Nel 1984, la Zambeletti viene rilevata dalla multinazione farmaceutica britannica Beecham Group, e Collistar ne segue le sorti. Sotto la proprietà di Beecham, avviene la scissione dalla Zambelletti, e nel 1991 viene costituita la società Collistar S.p.A. con sede legale a Milano[3], di cui la Sacerdote è amministratore delegato. L'azienda milanese nel 1993 viene acquisita dalla Bolton Group, multinazionale italo-olandese attiva nei settori alimentare e chimico.
Inizia la sua espansione estera nel 1997, anno in cui Collistar si presenta prima in Europa e poi in Medio ed Estremo Oriente, e il suo successo commerciale è culminato nel 2003 con la conquista del primo posto nel mercato globale beautè in profumeria.[4][5] Questo primato è stato consolidato negli anni successivi con un nuovo importante traguardo raggiunto nel 2006: la leadership assoluta non solo nel globale beauté, ma anche in ognuno dei due segmenti "trucco" e "trattamento".
Nel 2011 apre la sua filiale diretta ad Utrecht, nei Paesi Bassi, la Collistar Nederland BV, e due anni più tardi in Germania.[5]
Nel 2019, Daniela Sacerdote, rimasta amministratore delegato della società anche dopo il passaggio di proprietà al Gruppo Bolton, abbandona l'incarico, che viene assunto da Salomone Benveniste.[6]
Collistar S.p.A. rappresenta la divisione "cosmetici" della multinazionale Bolton Group di Milano. La società si occupa di commercializzazione di prodotti per il trucco, il trattamento viso, corpo e capelli, solari e profumi, con l'omonimo marchio. Impiega circa 60 dipendenti in mansioni commerciali e amministrative[7]; al 2017 ha realizzato un fatturato di 91,4 milioni di euro ed un utile netto di 14,2 milioni.[8]
Presente in oltre 40 paesi nel mondo attraverso una distribuzione in circa 3.000 profumerie selettive e department stores in Italia e 3.400 all'estero[4], il 40% delle vendite di Collistar avviene all'estero.[9] In Italia è leader di mercato con quote commerciali nel trucco del 14,2%, e nel trattamento del 10,5%, con il 53,3% nel segmento anticellulite, il 45,4% negli esfolianti, il 26,5% nei prodotti solari e il 46% negli autoabbronzanti.[9] Altri mercati importanti sono la Russia, la Polonia, la Spagna e i Paesi Bassi.[9]