Oggi Azienda ospedaliera San Camillo-Forlanini è un argomento che copre una vasta gamma di aspetti della società odierna. Dall'impatto che ha sulla vita delle persone alla sua rilevanza in ambito professionale, Azienda ospedaliera San Camillo-Forlanini si è rivelato un tassello fondamentale nello sviluppo e nell'evoluzione di vari ambiti. Attraverso varie ricerche e studi è stato possibile confermare l'importanza che Azienda ospedaliera San Camillo-Forlanini ha nella nostra vita quotidiana, nonché il suo ruolo nel plasmare diversi aspetti della realtà. In questo articolo esploreremo i diversi approcci e prospettive su Azienda ospedaliera San Camillo-Forlanini, analizzandone l’influenza e la rilevanza nel mondo contemporaneo.
Azienda ospedaliera San Camillo-Forlanini | |
---|---|
![]() | |
Stato | ![]() |
Località | Roma |
Indirizzo | Circonvallazione Gianicolense, 87 |
Fondazione | 28 ottobre 1929 |
Posti letto | 976 |
Num. ricoveri annui | 24.286 |
Num. impiegati | 3708 (31.12.2024) |
Patrono | Santi Pietro e Paolo |
Dir. generale | Angelo Aliquò |
Dir. sanitario | Gerardo De Carolis |
Dir. amministrativo | Eleonora Alimenti |
Sito web | Sito ufficiale |
Mappa di localizzazione | |
![]() | |
L'azienda ospedaliera San Camillo-Forlanini è un'azienda sanitaria pubblica di Roma, situata nel quartiere Gianicolense, nel territorio del Municipio XII.
Nei primi del Novecento, il sindaco di Roma Ernesto Nathan (1845-1921) ebbe l'idea di creare un nuovo ospedale per i cittadini romani e nel 1919 l'amministrazione ospedaliera decise di avviarne i lavori. Per costruire l'ospedale, che fu chiamato in un primo momento "Ospedale della Vittoria", vennero utilizzati i terreni della Vigna di San Carlo di proprietà del Pio Istituto di Santo Spirito. I lavori furono affidati all'ingegnere Domenico Caterina, ma vennero interrotti nel 1922 per mancanza di fondi. La lavorazione su terreni collinosi comportava lo spostamento di molta terra e i costi per completare l'opera erano elevati.
Il cantiere riaprì il 15 settembre 1927 e i lavori furono sovvenzionati dal capo del governo Benito Mussolini (1883-1945), che stanziò 42 milioni di lire per completare l'opera. In questa seconda fase di progettazione intervenne l'architetto Emanuele Caniggia (1891-1986),[1] il quale lavorò al completamento dell'ospedale dal 1928 fino alla sua ultimazione nell'ottobre 1929. L'ospedale fu inaugurato con il nome di "Ospedale del Littorio", che dopo la Seconda guerra mondiale venne sostituito con "Ospedale di San Camillo de Lellis", in onore del patrono dei malati, degli infermieri e degli ospedali.[2]
Nel 1935 fu inaugurato al suo interno l'ospedale Lazzaro Spallanzani, che dal 1996 fu riconosciuto come autonomo IRCCS (istituto di ricovero e cura a carattere scientifico), mantenendo la propria sede dentro l'ospedale.
Inizialmente la struttura era composta da sei padiglioni che prendevano il nome da medici e chirurghi romani: tre di medicina, chiamati Baccelli, Cesalpino e Bassi; tre di chirurgia, detti Flaiani, Lancisi e Morgagni.
I lavori di ampliamento iniziarono negli anni Cinquanta, con l'aggiunta del reparto di cardiochirurgia, pediatria e traumatologia, e proseguirono negli anni successivi portando l'ospedale ad essere, negli anni Sessanta, tra i primi ospedali di Roma ad avere il reparto di rianimazione, l'unità coronarica e cardiochirurgica.
L'ospedale originario sotto il profilo giuridico subì diverse modifiche; tra queste vi fu l'unione con l'ospedale Carlo Forlanini, sotto il nome di azienda ospedaliera San Camillo-Forlanini.[3]
Dal 2015 l'Ospedale Carlo Forlanini divenne proprietà della regione Lazio, il cui presidente Nicola Zingaretti dispose il trasferimento della maggior parte delle strutture e dei servizi all'ospedale San Camillo-Forlanini e alle strutture limitrofe.
L'azienda ospedaliera San Camillo-Forlanini è inserita nel sistema sanitario regionale come centro HUB, con riferimento ai seguenti ambiti:
L'azienda ospedaliera è sede del centro regionale trapianti, per il trapianto di rene, fegato, midollo, cuore, pancreas e cellule pancreatiche, e del centro regionale sangue.[4]
Per sostenere i pazienti e i suoi familiari, all'interno dell'azienda ospedaliera operano diverse associazioni di volontariato, che costituiscono la "Rete della solidarietà", intesa come filiera di collaborazione tra i volontari e le figure professionali sanitarie.[5]
La struttura degli edifici è organizzata in 14 padiglioni, dove sono distribuiti i reparti e le sedi dei servizi, e comprende un'area complessiva di 238.000 m²:
I dipartimenti sono suddivisi in unità operative complesse (U.O.C.), unità operative semplici (U.O.S.) e unità operative semplici dipartimentali (U.O.S.D.).
Area testa-collo:
Area della motricità:
Area malattie dell'apparato digerente, della nutrizione, endocrine e metaboliche:
Area oncologica:
Area Forlanini, malattie del torace e dell'apparato respiratorio:
Area diagnostica per immagini, interventistica e radioterapia:
Area sangue, organi e tessuti:
L'azienda ospedaliera ha attivato una convenzione con l'Università La Sapienza di Roma per la formazione di infermieri, dietisti, fisioterapisti, tecnici di radiologia e di laboratorio biomedico, e per la formazione complementare post base. Questa convenzione è iniziata nel 1996 con i diplomi universitari e prosegue con le lauree triennali dal 2001.[6]
Corsi di laurea di I livello:
Corsi di laurea di II livello:
Master di I livello:
Scuola di formazione per operatore socio sanitario
L'ospedale è raggiungibile tramite la seguente stazione:
È raggiungibile dalla stazione di Roma Trastevere. |
È raggiungibile dalla stazione di Roma Trastevere. |
È raggiungibile dalla stazione di Roma Trastevere. |
Da qui (piazza Flavio Biondo) si può raggiungere l'ospedale tramite diverse linee di autobus oppure con linea tranviaria su Circonvallazione Gianicolense.
Controllo di autorità | VIAF (EN) 154973350 · ISNI (EN) 0000 0001 0368 6835 · LCCN (EN) n2003130787 |
---|