In questo articolo esploreremo l'affascinante mondo di Fotoforo. Dalle sue origini fino alla sua evoluzione odierna, questo argomento è stato oggetto di costante interesse da parte di ricercatori, accademici e appassionati. Fotoforo ha avuto un impatto su vari ambiti della società in molteplici modi, dalla politica all'economia alla cultura popolare e all'intrattenimento. In questo senso, approfondiremo i diversi aspetti che rendono Fotoforo un argomento così rilevante oggi e il suo ruolo nel plasmare il mondo contemporaneo.
Un fotoforo è un organo di un animale capace di produrre luce dando luogo alla bioluminescenza. A differenza di un occhio, tuttavia, è ottimizzato per produrre luce e non per assorbirla. Quindi non è correlato alla visione.[1]
Molti gruppi animali marini portano fotofori, come ad esempio pesci, celenterati, anellidi, molluschi (soprattutto i cefalopodi), crostacei, eccetera. Nel caso della bioluminescenza terrestre in genere non si parla di fotofori (es: la lucciola non ha fotofori).
I fotofori hanno una tale diffusione in gruppi filogeneticamente molto lontani ed hanno una tale varietà di strutture da far pensare che si siano evoluti numerose volte in modo indipendente. Il fotoforo di un pesce mictofide è composto da un nucleo di cellule fotogene (da cui viene prodotta la luce) a cui è sovrapposta una lamina di tessuto trasparente con funzione di lente, mentre al di sotto il fotoforo è "isolato" da uno schermo assorbente di colore nero. Possono essere presenti dei riflettori.
La bioluminescenza è in genere prodotta dall'incontro della luciferina con l'enzima luciferasi. Alcuni organismi effettuano questa reazione "in proprio" mentre molti altri producono luce attraverso colonie di batteri luminosi.
I pesci abissali mictofidi si possono classificare solo osservando numero, forma e disposizione dei fotofori.